Oggi, 27 gennaio, giornata della memoria, per ricordare la Shoah.

Pubblicata il 27/01/2023

Oggi, 27 gennaio ricorre la giornata della memoria, istituita con legge del 20 luglio 2000 al fine di ricordare la Shoah, nonchè le leggi razziali approvate sotto il regime fascista, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei e tutti coloro che si opposti al progetto di sterminio, salvando altre vite e protetto i perseguitati..

Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono vicino alla città polacca di Auschwitz e scoprirono il campo di concentramento nazista in cui erano presenti 7.000 prigionieri. Tra questi, molti erano bambini e una cinquantina aveva meno di otto anni.

Oggi la parola Shoah indica lo sterminio degli ebrei da parte della Germania nazista e dei suoi alleati. Il termine, in lingua ebraica, significa “tempesta devastante”. Anche se molti accomunano il termine Shoah alla parola olocausto, tra i due termini ci sono alcune differenze di significato. In particolare, con olocausto si fa solitamente riferimento a una forma di sacrificio praticata nell'antichità, in cui la vittima veniva interamente bruciata. Diversamente, invece, la parola Shoah definiva un sacrificio che poteva (e doveva) essere evitato. Proprio per questo in Israele preferiscono utilizzare la parola Shoah per indicare lo sterminio del popolo ebreo da parte di nazisti tedeschi e fascisti italiani. Per ricordare i tragici eventi in Germania nel 1996 e in Italia nel 2000, i Parlamenti hanno votato per l’istituzione della Giornata della Memoria, indetta proprio per il 27 gennaio. Sulla scia di questo, poi, nel 2005 le Nazioni Unite hanno proclamato una giornata di lutto internazionale, confermando proprio la data della liberazione del campo di Auschwitz.

Questa Amministrazione nel ribadire una condanna netta, quindi, nei confronti di un momento e di una parentesi storica che non dovrà mai più ripetersi, intende ricordare questi tragici fatti come spunto di riflessione soprattutto per le giovani generazione perché, come affermava Primo Levi, il nostro compito oggi è quello di conoscere, prima di tutto, e poi ricordare. “Se comprendere è impossibile - dice l’autore -, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

 


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